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SCHEDE PREPARATORIE:

il medioevo, la conoscenza, l’ordine sociale

di Antonio Thiery

appunti e riflessioni sulla falsificazione della storia e della realtà sociale di un meticcio culturale, che vive senza dottrina e gerarchie, ma non per questo senza Vangelo e senza Dio, su temi storici medievali, culturali e sociali, per la democratizzazione della conoscenza e la ridistribuzione dei diritti.

SOMMARIO

      Note e commenti (da luglio 2007)

v  dEmilio Gandolfo: l’Osservatore Romano ne pubblica un ricordo per cancellarne il ricordo.

Il 2 dicembre 2009, in occasione del 10° anniversario dell’orrendo e sacrale assassinio di don Emilio Gandolfo l’Osservatore Romano ha pubblicato a firma di Pietro Petraroia, un ricordo per cancellarne il ricordo (segue…).  

 

NON MI UCCISE LA MORTE

MA PREZZOLATI SICARI

MI CAVARONO IL SANGUE E MI RUPPERO TUTTE LE OSSA

CON BOTTE E RICATTI

 

1999  2 DICEMBRE   2009

 

dEMILIO GANDOLFO

povero Cristo

Prete, servitore nelle cose di Dio

<

Un prete massacrato, rimasticato ed assassinato. Uno dei tanti episodi dell’Italia (e del Vaticano) destinato a non essere mai chiarito. Fu mandato a Palermo a servir messa al cardinale Ruffini per imparare come si serve la chiesa. Non volle imparare. Gli hanno sbattuto la porta in faccia, inutile ed inutilizzato (sono tutte parole sue) per tutta la vita. Ammazzato è stato delegittimato. E con lui sono stati delegittimati i testimoni del suo stile di vita, delle scelte spirituali, culturali e civili.  Era solito ripetere, con un’enfasi un po’ eccessiva, che la chiesa è fondata sul sangue dei martiri. Ma il suo sangue evidentemente non era buono. Non è certo ricordato come un martire. Per 10 anni l’impegno è stato per sopire, troncare, manipolare, cancellare, clericalizzare.

                                                                                                                                                                                        

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indice dei capitoli:

v 1. Dal cristianesimo plurale, all’integralismo del cristianesimo greco-latino  dell’ Occidente

v 2. Medioevo: la storia tagliata del Primo Millennio e la pluralità delle radici della cultura europea

 

 

Il Gallarus Oratory, Irlanda del VII sec.: ogni pietra è sacramento e tempio, simbolo dell’uomo e segno di Dio.

novità: CASTEL DEL MONTE. LA “FORMA” DELLA CONOSCENZA già nel mantello d’incoronazione del nonno Ruggero II. Premessa  ai tre articoli seguenti (20.4.09):

-Federico II e la conoscenza scientifica, inserito il 12.4.09, da un seminario svolto a Washington, D.C., il 18-20 gennaio 1990.

 “Semantica sociale, messaggio e simbolo,” in Potere, società e popolo nell’età sveva, 1983 (Bari, 1984), 191—247.

“Federico II e le scienze, Problemi di metodo per la lettura dell’arte federiciana,” in Federico II e l’arte del Duecento italiano. Atti della III settimana di studi di storia dell’arte medievale dell’università di Roma, 15-20 maggio 1978, a cura di Angiola M, Romanini, 2 voll. (Galatina, 1980), 277— 299

v 3. la pace, l’intercultura, la politica.

v 4. i diritti negati: la cultura, i saperi, la comunicazione

v 4bis. I genocidi culturali secondo P.P.Pasolini

v 5. la memoria negata: lo "stragismo" come una strategia politica

v 6. l'anomalia del caso italiano

v 7. beni culturali e ambiente

v 8. ricordando Marina Thiery, povero Cristo.                   

stella, novembre 2009                                                                                              

 

il primo giorno di scuola (14.9.09) di Emilio Otto, accompagnato da Olivia Lila e  Serafin Safran e tutta la famiglia.

v 9. ricordando Emilio Gandolfo   (http://web.tiscali.it/donemilio)                                    

 «Anch'io sono discepolo del Signore come voi e con voi.  Vengo a voi per intrattenermi con voi, specialmente con quelli che non riesco a vedere in chiesa.  Vengo per fare conoscenza con ciascuno di voi, perché non voglio restare in mezzo a voi come un estraneo, magari considerato come uno stregone che compie riti magici incomprensibili.  Io sono un uomo come voi, e sono qui … con voi per essere qui … per voi; e sono convinto che non potrò essere per voi a servizio vostro nelle cose di Dio, come devo e desidero, se non riuscirò ad essere con voi nella vita di tutti i giorni, partecipe delle vostre pene e delle vostre gioie, delle vostre angosce e delle vostre speranze.»»

dEmilio Gandolfo, Lettera agli amici Pasqua ‘73

Beato di Magio, prima metà del secolo X, fol.26

                                            

* La parola laicità non piace al prof. Petraroia e la cancella. Ma così facendo cancella stili di vita, uomini, persone, una esperienza (una delle tante, ma significativa) quarantennale con don Emilio Gandolfo.                                                         

* Don Emilio Gandolfo: “svelati” alcuni segreti di Pulcinella, noti da tempo. Li nobilitano chiamandoli “mistero pasquale”. (clicca qui)

 

 

 

v 10. Omaggio a Marcel Jousse

 

v biobiografia dell’autore

 

 

 Il dovere di ricordare.

In un'epoca di grande trasformazione di un mondo complesso, multiculturale, multietnico, multireligioso, in cui si riscoprono le radici della composita e cosmopolita realtà europea, questo sito, in continuo allestimento, sotto il titolo di "schede preparatorie", si propone, di mettere a disposizione alcuni dati, documenti, appunti, riflessioni non pienamente elaborate su temi storici, culturali e sociali.

Troppo spesso in questi anni mi è capitato di sentire personaggi non privi di cultura e spesso di grande carisma esprimere meraviglia di fronte a drammatici fatti che caratterizzano la vita italiana: "chi poteva immaginarlo!",” non lo sapevo”,” mi sono scordato”. Eppure quei fatti erano “previsti” da dati e documenti  che molto spesso sono ben noti: non sarebbe stato e non sarebbe difficile programmare politiche sociali e culturali adeguate alla ridistribuzione della conoscenza e dei diritti. Ma lo stesso Maritain dice di stare ben attenti a sovvertire l’ordine sociale. Eppure Gesù fu crocifisso proprio perché sovversivo e San Paolo fu fustigato tre volte e poi mandato a morte proprio come sovvertitore dell’ordine sociale.

Il logo che accompagna le "schede preparatorie" riproduce un dettaglio del folio 241 (l'uccisione dei figli di Sedecìa) del Commento all'Apocalisse del monaco Beatus, miniato da Magio nel 926 (secondo alcuni nel 945 o nel 952), nei pressi di Leòn, e conservato a New York, alla Morgan Library. Magio, uno dei pittori più significativi del medioevo europeo, è un monaco “agostiniano” nato a Cordoba. E' un mozarabo, un uomo partecipe di un'esperienza multiculturale, multietcnica, multireligiosa, che comprende l'Africa, l'Asia, L'Europa. Beato di Liébana, dell’VIII secolo, è un monaco di straordinaria cultura che forgia con mille citazioni una catena patristica e ben conosce bene, sulla scia di Isidoro di Siviglia, anche l'esistenza di una "quarta pars", al di là dell'oceano equatoriale, che sarà "scoperta" solo alcuni secoli dopo.

Sedecìa, re di Gerusalemme, malgrado gli avvertimenti del profeta Geremia che lo invitava a piegare il giogo al re di Babilonia, si ribellò a Nabucodonosor. Gerusalemme fu cinta d'assedio e fu conquistata. Nabucodonosor punì il re di Gerusalemme facendogli sgozzare i figli sotto gli occhi, che poi gli cavò. Quindi lo legò con catene per condurlo a Babilonia.

Sedecìa non volle essere soggetto al re di Babilonia. Gli sgozzarono i figli davanti agli occhi che poi gli cavarono.

Un simbolo evidente della sorte che è riservata a quanti non si piegano al giogo dei privilegi del "ceto oligarchico", che sottomette gli interessi e le domande sociali, le attese, le ansie, le gioie, i diritti delle stragrandi maggioranze dei cittadini qualunque.

 Per la stragrande maggioranza dei cittadini, infatti, "le cose sono un po' diverse" da quanto stabilisce l' articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali".

Il fol225 del Beato di Magio: il sogno di Nabucodonosor.

Siamo a quasi 40 anni dalla strage di piazza Fontana. Lo "stragismo" (le stragi, gli omicidi, le bombe, le paure) appare ormai chiaramente come una strategia politica, scelta da piccole élite per conservare il potere. Si manifestò allora con le bombe. Oggi, nella società della conoscenza, con l'anomalia del caso italiano: un "ceto oligarchico", per difendere e rafforzare i propri privilegi utilizza i mezzi e le strutture della comunicazione, della scuola, e della cultura e manipola la "storia" per un "imbonimento unilaterale".

Moltissimi indicatori sociali, culturali ed economici (immutabili nella loro drammaticità) rilevano che il futuro è inevitabilmente preoccupante soprattutto per gli italiani. Le preoccupazioni non sono superabili, questa volta, con manovre di bilancio: richiedono cambiamenti radicali, frutto di riflessioni e di una progettualità comunitaria e sostenibile, volta al futuro.

Povero Cristo. E c’è il dovere di ricordare dEmilio Gandolfo ed il suo tragico, simbolico e sacrale omicidio il 2 dicembre 1999 a Vernazza, nella sua canonica. Era considerato un eminente protagonista della cultura cattolica, come scrittore ed educatore.  Quando sono uccisi un prete o una monaca si assiste ad una straordinaria forma di mobilitazione alla ricerca del colpevole. Per dEmilio niente solo cortine fumogene: sopire, troncare, manipolare, clericalizzare (gelosia,invidia, integrismo, carriere, omertà, bugie), al punto che si evoca il “mistero pasquale” pur di non parlare di assassinio. Mentre si danno facilmente patenti di martirio, il martirio di dEmilio non è neppure ricordato. E’ cancellata persino la memoria dei più attendibili testimoni delle sue vicende umane, culturali e spirituali.

Mi hanno persino detto: tu non lo conoscevi; non sei degno di far memoria di Emilio. Lo abbiamo frequentato 40 anni; ci siamo visti centinaia di volte,abbiamo “ricercato” insieme. Aveva consonanza con noi al punto che già il 23.3.74 ci definiva: voi che siete la eco più fedele….

Ma che cosa avevano da nascondere? I segreti di Pulcinella. Se solo fossimo un Paese un po’ più normale….

Oggi, il dolore del mondo (la sofferenza umana e la sofferenza ecologica) può diventare una sfida sociale, culturale, economica, etica, religiosa, ed è il contesto per una teologia e per un dialogo delle culture e delle religioni in cui sia rispettato il dominio delle diversità. Servono certo la passione politica, il volontariato, la tensione etica ecc. ecc., ma serve soprattutto perseguire la giustizia.

Una predica cristiano-araba dell'VIII secolo ricorda che: "Gli Apostoli andarono per il mondo poveri, deboli, senza beni di fortuna, senza potere in questo mondo, senza ricchezze da usare quali strumenti di corruzione, senza scienza, senza parentele di cui potersi vantare presso chiunque. Non combatterono contro nessuno, non forzarono gli uomini, invitarono il popolo alla giustizia".

Cristiano, estraneo alle teologie strutturate, ed alla cultura clericale, mi sono guadagnato la fama ed il trattamento di pericoloso sovversivo. Me lo hanno scritto anche sul passaporto.

  

     i

in alto il fol.63del Beato conservato nella Cattedrale di Gerona,e dipinto nel 975 dal monaco Emeterio (discepolo di Magio) e dalla monaca En(de) e il folio 112 del Beato di Magio;. In basso il mappamondo (fol.45v e 46) del Beato conservato a Torino e la chiesa di San Salvador di Valladolid