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SCHEDE PREPARATORIE:

il medioevo, la conoscenza, l’ordine sociale

di Antonio Thiery

appunti e riflessioni sulla falsificazione della storia e della realtà sociale di un meticcio culturale, che vive senza dottrina e gerarchie, ma non per questo senza Vangelo e senza Dio, su temi storici medievali, culturali e sociali, per la democratizzazione della conoscenza e la ridistribuzione dei diritti.

SOMMARIO

Note e commenti (clicca per archivio)

 

vRicordando Marina Forte Thiery

Spinta a morire angosciata e prima del tempo

il 10 agosto 2002

 

Donna, secondo “gli amici di sempre”, di  lucida intelligenza, di allegra creatività, ricca di dolcezza e di coraggio, di grande cultura cosmopolita; dava ai suoi allievi uno spirito critico. Profondamente laica alla sequela di un Vangelo sine glossa, senza preti, senza dogmi e senza chiese ed anche per questo testimone scomodo delle vicende umane, culturali e spirituali di don Emilio Gandolfo, assassinato ferocemente in modo sacrale e simbolico

il 2 dicembre 1999.

Per lei, povero Cristo, dai cosiddetti “amici di don Emilio”, neanche il più modesto gesto di misericordia  e di pietà quando lottava per essere in vita; nessun rispetto per la sua identità e dignità nemmeno durante il funerale; e, dopo morta, un forte impegno per cancellarne la memoria, anche rubando quanto era stato prodotto per ricordare la sua identità e le sue quarantennali esperienze.

Chissà cosa avevano da nascondere…nemmeno gli animali più feroci.

 

E questo è l’amore “cristiano” ed il rispetto per la vita e la “persona” mostrato,  con tanta solerzia da Silvano, Giuseppe, Pietro, Daniele, ecc. ecc.:

un “cristianesimo” senza Cristo e senza  nessuno spirito evangelico.

 

La falsificazione della storia è l’elemento primo per la gestione del potere.

E questo è il rispetto per gli articoli 2 e 3 della Costituzione

 

v La religione nelle gambe dei bambini. Ad entrare in chiesa capitano anche queste cose

 

Era un sabato della fine di maggio di molti anni fa. Passavo con i miei tre figli molto piccoli per Corso Vittorio. Mi venne la mala idea di entrare a Chiesa Nuova. Di lì a pochi giorni era il 26 maggio, San Filippo e l’edificio viene addobbato.

Entriamo. Filippo, il mio figlio più grande avrà avuto 9 anni. Era vestito come un bambino, aveva i calzoni corti. (segue…)

v le bombe al Velabro e a S. Giovanni il  27 luglio 93. Una testimonianza: un comune codice esoterico –ma non troppo- ed erudito lega ricattatori e ricattati, sodali tra di loro.

Chissà se gli amici di don Emilio, che seguivano gli itinerari “alla ricerca delle radici”, ricordano l’insistenza che ponevo, nei miei frequenti interventi, sul ruolo simbolico della zona oracolaria del Velabro e della piazzetta del Laterano.

Adesso che le polemiche (destinate a sollevare un polverone che nasconde una verità che nessuno ha interesse a rivelare) si sono un po’ calmate, vorrei ricordare una mia “curiosa” esperienza che avvenne proprio il 27 luglio del 1993. Quel giorno Giovanna, la mia figlia di mezzo, partiva…(segue)

 

v Il Padre Nostro:la forza prodigiosa dalle bugie e dalle violenze, dalle stragi, dai roghi, dall’esercizio del potere.

E’ ormai acquisito e noto che il Padre Nostro, la più nota delle preghiere “cristiane”, è un insieme di formule tradizionali che esistevano nel composito e plurale ambiente etnico palestinese e che Gesù mise insieme queste  singole formule (e qui sta la sua genialità e grandezza) in maniera globale ed unitaria.(segue)

 

v un palinsesto moderno e la storia inventata: mistero pasquale.

la realtà della vita è cancellata dalle verità della fede, imposte con bugie, insulti, omissioni, violenze, per l’esercizio del potere. (segue).

 

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indice dei capitoli:

v 1. Dal cristianesimo plurale, all’integralismo del cristianesimo greco-latino  dell’ Occidente

v 2. Medioevo: la storia tagliata del Primo Millennio e la pluralità delle radici della cultura europea

 

 

Il Gallarus Oratory, Irlanda del VII sec.: ogni pietra è sacramento e tempio, simbolo dell’uomo e segno di Dio.

novità: CASTEL DEL MONTE. LA “FORMA” DELLA CONOSCENZA già nel mantello d’incoronazione del nonno Ruggero II. Premessa  ai tre articoli seguenti (20.4.09):

-Federico II e la conoscenza scientifica, inserito il 12.4.09, da un seminario svolto a Washington, D.C., il 18-20 gennaio 1990.

 “Semantica sociale, messaggio e simbolo,” in Potere, società e popolo nell’età sveva, 1983 (Bari, 1984), 191—247.

“Federico II e le scienze, Problemi di metodo per la lettura dell’arte federiciana,” in Federico II e l’arte del Duecento italiano. Atti della III settimana di studi di storia dell’arte medievale dell’università di Roma, 15-20 maggio 1978, a cura di Angiola M, Romanini, 2 voll. (Galatina, 1980), 277— 299

v 3. la pace, l’intercultura, la politica.

v 4. i diritti negati: la cultura, i saperi, la comunicazione

v 4bis. I genocidi culturali secondo P.P.Pasolini

v 5. la memoria negata: lo "stragismo" come una strategia politica

v 6. l'anomalia del caso italiano

v 7. beni culturali e ambiente

v 8. ricordando Marina Thiery, povero Cristo.                   

 Stella ha compiuto 1 anno, il bisnonno97!

                          

 

il primo giorno di scuola di Emilio Otto il 14.9.09

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Olivia Lila ha compiuto 4 anni, Serafino Safran ha compiuto 2 anni.

v 9. ricordando Emilio Gandolfo   (http://web.tiscali.it/donemilio)                                    

 «Anch'io sono discepolo del Signore come voi e con voi.  Vengo a voi per intrattenermi con voi, specialmente con quelli che non riesco a vedere in chiesa.  Vengo per fare conoscenza con ciascuno di voi, perché non voglio restare in mezzo a voi come un estraneo, magari considerato come uno stregone che compie riti magici incomprensibili.  Io sono un uomo come voi, e sono qui … con voi per essere qui … per voi; e sono convinto che non potrò essere per voi a servizio vostro nelle cose di Dio, come devo e desidero, se non riuscirò ad essere con voi nella vita di tutti i giorni, partecipe delle vostre pene e delle vostre gioie, delle vostre angosce e delle vostre speranze.»»

dEmilio Gandolfo, Lettera agli amici Pasqua ‘73

Beato di Magio, prima metà del secolo X, fol.26

                                            

…Offriva il proprio terreno d’incontro, quello religioso ma era pronto a restare ancorato a quello mondano, se così voleva il suo interlocutore frequente od occasionale. E allora era la storia, la storia dell’umanità e delle sue civiltà, dei suoi progressi e delle sue disgrazie e tragedie a permettere quella sintonia e quella solidarietà che oltrepassava, così in anticipo per quei tempi, steccati ideologici e politici. Da Marcello flores

                                                                                                                                                                             

* La parola laicità non piace al prof. Petraroia e la cancella. Ma così facendo cancella stili di vita, uomini, persone, una esperienza (una delle tante, ma significativa) quarantennale con don Emilio Gandolfo.                                                         

* Don Emilio Gandolfo: “svelati” alcuni segreti di Pulcinella, noti da tempo. Li nobilitano chiamandoli “mistero pasquale”. (clicca qui)

 

 

 

v 10. Omaggio a Marcel Jousse

 

v biobiografia dell’autore

 

 

 Il dovere di ricordare.

In un'epoca di grande trasformazione di un mondo complesso, multiculturale, multietnico, multireligioso, in cui si riscoprono le radici della composita e cosmopolita realtà europea, questo sito, in continuo allestimento, sotto il titolo di "schede preparatorie", si propone, di mettere a disposizione alcuni dati, documenti, appunti, riflessioni non pienamente elaborate su temi storici, culturali e sociali.

Troppo spesso in questi anni mi è capitato di sentire personaggi non privi di cultura e spesso di grande carisma esprimere meraviglia di fronte a drammatici fatti che caratterizzano la vita italiana: "chi poteva immaginarlo!",” non lo sapevo”,” mi sono scordato”. Eppure quei fatti erano “previsti” da dati e documenti  che molto spesso sono ben noti: non sarebbe stato e non sarebbe difficile programmare politiche sociali e culturali adeguate alla ridistribuzione della conoscenza e dei diritti. Ma lo stesso Maritain dice di stare ben attenti a sovvertire l’ordine sociale. Eppure Gesù fu crocifisso proprio perché sovversivo e San Paolo fu fustigato tre volte e poi mandato a morte proprio come sovvertitore dell’ordine sociale.

Il logo che accompagna le "schede preparatorie" riproduce un dettaglio del folio 241 (l'uccisione dei figli di Sedecìa) del Commento all'Apocalisse del monaco Beatus, miniato da Magio nel 926 (secondo alcuni nel 945 o nel 952), nei pressi di Leòn, e conservato a New York, alla Morgan Library. Magio, uno dei pittori più significativi del medioevo europeo, è un monaco “agostiniano” nato a Cordoba. E' un mozarabo, un uomo partecipe di un'esperienza multiculturale, multietcnica, multireligiosa, che comprende l'Africa, l'Asia, L'Europa. Beato di Liébana, dell’VIII secolo, è un monaco di straordinaria cultura che forgia con mille citazioni una catena patristica e ben conosce bene, sulla scia di Isidoro di Siviglia, anche l'esistenza di una "quarta pars", al di là dell'oceano equatoriale, che sarà "scoperta" solo alcuni secoli dopo.

Sedecìa, re di Gerusalemme, malgrado gli avvertimenti del profeta Geremia che lo invitava a piegare il giogo al re di Babilonia, si ribellò a Nabucodonosor. Gerusalemme fu cinta d'assedio e fu conquistata. Nabucodonosor punì il re di Gerusalemme facendogli sgozzare i figli sotto gli occhi, che poi gli cavò. Quindi lo legò con catene per condurlo a Babilonia.

Sedecìa non volle essere soggetto al re di Babilonia. Gli sgozzarono i figli davanti agli occhi che poi gli cavarono.

Un simbolo evidente della sorte che è riservata a quanti non si piegano al giogo dei privilegi del "ceto oligarchico", che sottomette gli interessi e le domande sociali, le attese, le ansie, le gioie, i diritti delle stragrandi maggioranze dei cittadini qualunque.

 Per la stragrande maggioranza dei cittadini, infatti, "le cose sono un po' diverse" da quanto stabilisce l' articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali".

Il fol225 del Beato di Magio: il sogno di Nabucodonosor.

Siamo a quasi 40 anni dalla strage di piazza Fontana. Lo "stragismo" (le stragi, gli omicidi, le bombe, le paure) appare ormai chiaramente come una strategia politica, scelta da piccole élite per conservare il potere. Si manifestò allora con le bombe. Oggi, nella società della conoscenza, con l'anomalia del caso italiano: un "ceto oligarchico", per difendere e rafforzare i propri privilegi utilizza i mezzi e le strutture della comunicazione, della scuola, e della cultura e manipola la "storia" per un "imbonimento unilaterale".

Moltissimi indicatori sociali, culturali ed economici (immutabili nella loro drammaticità) rilevano che il futuro è inevitabilmente preoccupante soprattutto per gli italiani. Le preoccupazioni non sono superabili, questa volta, con manovre di bilancio: richiedono cambiamenti radicali, frutto di riflessioni e di una progettualità comunitaria e sostenibile, volta al futuro.

Povero Cristo. E c’è il dovere di ricordare dEmilio Gandolfo ed il suo tragico, simbolico e sacrale omicidio il 2 dicembre 1999 a Vernazza, nella sua canonica. Era considerato un eminente protagonista della cultura cattolica, come scrittore ed educatore.  Quando sono uccisi un prete o una monaca si assiste ad una straordinaria forma di mobilitazione alla ricerca del colpevole. Per dEmilio niente solo cortine fumogene: sopire, troncare, manipolare, clericalizzare (gelosia,invidia, integrismo, carriere, omertà, bugie), al punto che si evoca il “mistero pasquale” pur di non parlare di assassinio. Mentre si danno facilmente patenti di martirio, il martirio di dEmilio non è neppure ricordato. E’ cancellata persino la memoria dei più attendibili testimoni delle sue vicende umane, culturali e spirituali.

Mi hanno persino detto: tu non lo conoscevi; non sei degno di far memoria di Emilio. Lo abbiamo frequentato 40 anni; ci siamo visti centinaia di volte,abbiamo “ricercato” insieme. Aveva consonanza con noi al punto che già il 23.3.74 ci definiva: voi che siete la eco più fedele….

Ma che cosa avevano da nascondere? I segreti di Pulcinella. Se solo fossimo un Paese un po’ più normale….

Oggi, il dolore del mondo (la sofferenza umana e la sofferenza ecologica) può diventare una sfida sociale, culturale, economica, etica, religiosa, ed è il contesto per una teologia e per un dialogo delle culture e delle religioni in cui sia rispettato il dominio delle diversità. Servono certo la passione politica, il volontariato, la tensione etica ecc. ecc., ma serve soprattutto perseguire la giustizia.

Una predica cristiano-araba dell'VIII secolo ricorda che: "Gli Apostoli andarono per il mondo poveri, deboli, senza beni di fortuna, senza potere in questo mondo, senza ricchezze da usare quali strumenti di corruzione, senza scienza, senza parentele di cui potersi vantare presso chiunque. Non combatterono contro nessuno, non forzarono gli uomini, invitarono il popolo alla giustizia".

Cristiano, estraneo alle teologie strutturate, ed alla cultura clericale, mi sono guadagnato la fama ed il trattamento di pericoloso sovversivo. Me lo hanno scritto anche sul passaporto.

  

     i

in alto il fol.63del Beato conservato nella Cattedrale di Gerona,e dipinto nel 975 dal monaco Emeterio (discepolo di Magio) e dalla monaca En(de) e il folio 112 del Beato di Magio;. In basso il mappamondo (fol.45v e 46) del Beato conservato a Torino e la chiesa di San Salvador di Valladolid