Cucuteni.

Un frutto esotico o un’antica civiltà dell’Antica Europa?.

 

E’una mostra a Palazzo della Cancelleria (proprio così, in zona extraterritoriale) sull’antica  civiltà fiorita tra il V ed il III Millennio a.C. in un territorio compreso tra Romania, Moldavia ed Ucraina.

 

La datazione sconvolge (prima dell’Egitto; quasi tremila anni prima della civiltà minoica)  ed ancor più sconvolge l’alta qualità tecnica e simbolica dei manufatti esposti, soprattutto dei vasi. E non sono ritrovamenti recenti, ma dell’Ottocento. Già a Parigi nel 1889 nel X Congresso di Archeologia ed Antropologia Preistorica questi reperti sono entrati nel circuito scientifico internazionale.

 

Ma al di fuori di ristrettissimi ambienti di specialisti nessuno ne ha parlato. Tutto quello che scrivono i manuali scolastici sulla nascita della civiltà e della civiltà occidentale è dunque falso, volutamente falso.

 

La mostra è stata allestita da Romeni, Ucraini, Moldavi con lo scopo preciso di farsi conoscere, di mostrare che la loro civiltà, anche se oggi sono costretti a fare gli emigranti, i ladri, le prostitute, ha radici ben più profonde del mondo greco che avrebbe espresso le radici d’Europa. Basta guardare ai tanti motivi simbolici per rendersene conto: i numeri mistici (e su tutti la quaternarietà), i segni dell’acqua, della terra madre, la vita e la fecondità, l’eterno ritorno.

         

 

Molti storceranno il naso: sono simboli, non c’è la scrittura. Ma come dimenticare Arturo Paoli che ha più volte scritto: "Lo svuotamento dei simboli è immensamente più grave che la persecuzione. E' più grave la banalizzazione dei simboli che la bestemmia".

 

E Antonietta Potente si domanda in Mosaico di pace novembre 2006,p2: Perché la nostra Chiesa usa sempre i criteri ermeneutici di sempre, il razionalismo più spietato anche quando si riveste di fede? Perché noi non riusciamo a pensare e a parlare in modo alternativo?

 

La singolarità sta proprio nel fatto che questa mostra che condanna di fatto il razionalismo più spietato viva in spazi messi a disposizione dalla Santa Sede sempre più impegnata a rivendicare il ruolo culturale fondante dei greci e dell’ellenismo giudaizzante e del dogmatismo raziocinante.

 

Con il pontificato di Giovanni XXIII si guardò a tutte le nazioni della terra. Con la sua morte si tornò a cancellare Millenni, popoli e civiltà per esaltare sopra ogni cosa (ma non lo aveva fatto già il nascente nazismo?) il favoloso mondo dei Greci.


Athy, 4 ottobre 2008

 

Dal Corriere della Sera 18 settembre 2008-08-04

Cucuteni. In mostra il popolo più antico d’Europa.

 

Una grande mostra dedicata ai Cucuteni-Trypillla. Popolo sconosciuto ai più, almeno in Italia. Eppure gli archeologi sanno della loro esistenza dalla fine dell’Ottocento, quando, grazie agli scavi effettuati a partire dal 1884 in Romania e dal 1893 in Ucraina, furono portati alla luce i primi segni di questa civiltà che risale al 5000 a. C. Vale a dire a prima dei Sumeri, considerati tra le più antiche culture dell’Europa e del vicino Oriente. Anzi, alcuni studiosi fanno risalire proprio ai Cuteni l’origine, fino ad oggi misteriosa, dei Sumeri, comparsi sui monti a nord della Mesopotamia in torno al 4000 a.C. Altri archeologi ipotizzano che ad essi sia riferibile addirittura il mito di Atlantide. Di questi temi già si discuteva nel 1889 in un congresso convocato a Pàrigi per presentare al la comunità scientifica internazionale le prime eccezionali scoperte sui Cucuteni: le belle ceramiche dipinte con motivi a spirale e le statuette di terracotta raffiguranti donne, uomini e animali. Congresso a cui parteciparono nomi mitici dell’archeologia: da Schuiemann a Evans, da de Mortillet a Montelius, i quali convalidarono il legame tra le scoperte dei Cucuteni e quelle del bacino egeo e dell’Asia Minore.

Da allora gli scavi sono andati avanti e hanno portato alla luce un’infinità di testimonianze. In questa mostra, che è la più grande allestita sui Cucuteni-Trypillia e viene presentata a Roma in anteprima mondiale, si possono ammirare oltre 45o reperti, che hanno per messo agli studiosi di ricostruire la vita quotidiana, i miti, la religione, le fonti di sopravvivenza, le attività artigianali e quelle belliche. Tuttavia gli archeologi sostengono che più gli studi vanno avanti e più questa popolazione risulta misteriosa. Soprattutto per quello che riguarda la loro scomparsa, intorno al 3

Tra le domande alle quali si può invece rispondere, c’è innanzitutto quella del nome, Cucuteni-Tryplllla, che deriva dalle località dove sono venuti alla luce i resti dell’antica civiltà: Cucuteni (vicino alla città di Iasi, Romania) e Trypil ha (vicino a Kiev, Ucraina). Ma il territorio delle ricerche si estende sii tutta l’aréa che va dal sud-est della Transilvania all’ovest dell’ucraina, includendo anche tutta la Moldavia. Nel periodo di massima estensione della civiltà, l’area misurava oltre 350 mila chilometri quadrati. In questo territorio i Cucute ni-Trypillia edificarono prima villaggi e poi delle vere e proprie città, che si sviluppavano su centinaia di ettari, con elaborate fortificazioni e abitazioni che variavano da capanne interrate a costruzioni fino a due piani. Le case, realizzate in paglia e argilla intorno a una intelaiatura dileguo, erano diposte in cerchi concentrici oppure in linee parallele o in gruppi, intorno a piazze destinate ad attività pubbliche. Alcune abitazioni erano molto grandi, da 300 a 6oo metri di lunghezza, composte da molte stanze. Tutti i muri esterni ed interni, i soffitti, i letti e gli arredi erano decorati con disegni complicati in bianco, nero e rosso, gli stessi colori delle ceramiche.

Dentro ogni casa, una delle quali è stata ricostruita in mostra a grandezza reale, c’erano un piccolo forno, un telaio, una pietra per macinare i cereali, vasi per mantenere l’acqua, contenitori per provviste e suppellettili, compresi i gioielli in rame, argento e oro. Gli oggetti in metallo erano accumulati come tesori.Quello scoperto ad Ariusd (Romania) conteneva ben 1992 oggetti in rame e oro, quello di Carbuna (Moldavia) oggetti in metallo. Mentre nel l’insediamento di Nebellvka (Ucraina) gli archeologi portarono alla luce quello che potrebbe essere considerato il più antico servizio da tavola in ceramica dell’Europa dell’Est, con piatti, ciotole e coppe tutti con lo stesso decoro.

Le case erano abitate da agricoltori che coltivavano cereali, ortaggi e alberi da frutto, lavorando la terra con mezzi tecnici molto avanzati per l’epoca, cioè con una specie di aratro il cui vomere era costruito con corna di cervo ed era trainato da un animale. Si allevavano mucche dalle grandi corna, pecore, capre, maiali. Si domavano cavalli. Tra la popolazione c’erano poi artigiani e guaritori, cacciatori e pescatori. Uno dei mi steri dei Cucuteni-Tryplllia sono le nu merose statuette che ci hanno tramandato: quelle degli uomini hanno tutte una maschera sul volto, quelle femminili il volto non ce l’hanno affatto. Sono plasmate nell’argilla con grandi fianchi e seni minuscoli, indossano gonne con frange e qualche volta stivali rossi.

Lauretta Colonnelli

 

La scheda

Cucuteni

Forse sono loro gli uomini di Atlantide. In mostra il popolo più antico d’Europa

La mostra

«Cucuteni-Trypillia. Una grande civiltà dell’antica Europa (5.000-3.000 a.C.)»

Dove: Palazzo della Cancelleria (puzza della Cancelleria 1, tel. 06.98280929)

La rassegna, che espone oltre 450 reperti archeologici su questa antica civiltà dell’Europa, vede per la prima volta la collaborazione in campo storico e culturale tra Romania e Ucraina, con uno speciale contributo della Repubblica di Moldavia. La mostra è infatti curata dagli esperti dei musei dei tre paesi confinanti.

Orario

La rassegna è visibile fino al 31 ottobre, tutti i giorni dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 19 (chiuso il lunedì) con ingresso gratuito