PASOLINI E UN’ INTERVISTA USCITA POSTUMA (molto postuma!) DI DAVID MARIA TUROLDO: non poteva che finire che così.  

 

Nella calda estate del 2008 si sono scontrati in una aspra e prolungata guerra ai lunghi coltelli alcuni grandi poteri (ed essendo in Italia, poteri con larga componente curiale). Una guerra senza esclusione di colpi, caratterizzata dal carattere simbolico dei messaggi che si sono rincorsi. Più che dire, si è lasciato intendere che si sapevano fatti che al momento opportuno potevano esser divulgati… E così sono stati disvelati alcuni segreti di pulcinella, cioè ben noti da molti anni, ma gelosamente custoditi, al punto da richiedere comportamenti che non hanno nemmeno le belve più feroci. Il tutto  “nel supremo interesse della chiesa”, che poi, come ha chiarito Antonio Mancini, uno dei boss più autorevoli della banda della Magliana, sarebbero «soldi e solo soldi».

 

Chi non ricorda le strane interviste dell’ex amante di Renatino della Magliana su Emanuela Orlandi ed al tempo stesso Famiglia Cristiana che accusava il Governo di fascismo ed il Giornale (della famiglia Berlusconi) che riscoprì la vicenda di don Emilio Gandolfo («miliardi e politica dietro la morte di don Emilio»)?

 

E’ lo scenario ben noto, già condannato e definito il troppo e il vano da Emilio già il 3 novembre 1957,al ritorno a Roma dalla sua esperienza siciliana.

 

La Newton Compton Editori», in un libro a larga diffusione (L’Italia dei poteri occulti) ricorda il ruolo di Mons. Casaroli sulle vicende dello IOR (pag.60), ed ancora il ruolo della fazione di Casaroli, appoggiata da mons. Silvestrini, per minare il potere di Marcinkus sui cordoni della borsa del Vaticano.

 

Infine il Corriere della Sera (anche questo non un giornaletto di provincia) il 12 agosto 2008 ha dedicato una pagina intera a quel ben noto bergamasco mons.manager Nicoli (detto il Marcinkus della diocesi) che ascrive tra i suoi meriti l’essersi messo a disposizione nel 1995 della Santa Sede come Delegato Pontificio della Compagnia di San Paolo, per salvarla dal dissesto.

 

Nello stesso periodo lo stesso Corriere della Sera riprese con grande risalto il delitto Pasolini con interviste al presunto (molto presunto) omicida Pelosi. Il 12 settembre lo stesso Corriere della Sera con la firma autorevole di Giorgio De Rienzo annunciava l’uscita postuma  di un’intervista (del 16 agosto 1987!) di Stefano Bottarelli a David Maria Turoldo su Pier Paolo Pasolini. Sulla rivista «l’immaginazione» dell’editore Manni veniva ricordato il rapporto di amicizia e stima tra i due poeti. L’intervista si chiudeva con alcune riflessioni di Turoldo «Sul mondo politico italiano, bisognerebbe leggere i suoi articoli apparsi sul Corriere della Sera, dove cercava di portare avanti addirittura un’istruttoria per un processo alla Democrazia Cristiana interessantissimo».

Sembra quasi un invito ad indagare in quella direzione.

Il testo integrale di Turoldo pubblicato dalla rivista l’immaginazione, così conclude

«Sul mondo politico italiano, bisognerebbe leggere i suoi articoli apparsi sul “Corriere della Sera”, dove cercava di portare avanti addirittura un’istruttoria per un processo alla Democrazia Cristiana, interessantissimo; dove il comunismo restava — secondo lui — l’unica speranza contro il cancro spaventoso, e corrompente che era la Democrazia Cristiana. (In realtà era che non so lo di Democrazia Cristiana si trattava.) Gli articoli che lui scriveva sul “Corriere della Sera” sono emblematici, al fine di un giudizio su tutto il mondo politico italiano di quel tempo.

Dicevo che Pasolini non ha mai potuto staccare la letteratura dalla vita, la  vita dalla letteratura, perciò è finito come è finito. Non poteva che finire che così.»

 

Che cosa dicevano gli articoli di Pasolini sul Corriere della Sera?

Il  28 agosto 1975 aveva scritto, ma su il Mondo: «Bisognerebbe processare i gerarchi dc». Sul Corriere della Sera il 18 ottobre 1975 aveva avanzato «Due modeste proposte per eliminare la criminalità in Italia». Diceva: «a) Abolire immediatamente la scuola media d’obbligo; b) Abolire immediatamente fa televisione». E piegava che «… La scuola d’obbligo è una Scuola di iniziazione alla qualità di vita piccolo borghese: vi si insegnano delle cose inutili, stupide, false, moralistiche, anche nei casi migliori (cioè quando si invita adulatoriamente ad applicare la falsa democraticità dell’autogestione, del decentramento ecc.: tutto un imbroglio). … mentre è ben chiaro che chi ha fatto la scuola dell’ obbligo è prigioniero del proprio infimo cerchio di sapere, e si scandalizza di fronte ad ogni novità.»

Seguirono altri due articoli di polemica su questi temi. Sul Corriere della Sera 29 ottobre 1975 riprese «Le mie proposte su scuola e TV»

Pochi giorni dopo, il 2 novembre, «è finito come è finito. Non poteva che finire che così.»

Nel frattempo, è’ stato avviato il processo canonico per elevare alla gloria degli altari Gesualdo Nosengo, naturalmente della Compagnia di san Paolo, testimone della fede, fondatore dell’UCIIM (Insegnanti cattolici) che mise il suo impegno per la riforma della scuola media dell’obbligo.

Con padre Turoldo possiamo ripetere: «Non poteva che finire che così.»