Commento alle omelie del papa, 20.6.2010

 

«Non ama Dio colui che vuole realizzare solo le sue ambizioni»

 

Una monachella della mia età, di quelle brave (una rarità) che hanno passato la vita in giro per il mondo, mi ha spiegato che, gratta gratta, anche sotto il prete più bravo, trovi la violenza.

 

Io ho conosciuto pochi preti (lo stesso discorso vale per i “fedeli”) legati allo spirito evangelico, molti che nascondevano sotto un atteggiamento ireneo un desiderio inarrivabile di violenza e di potere e poi la quasi totalità privi di ogni spirito evangelico.

 

La chiesa ormai mi appare essenzialmente ed in modo insanabili come una struttura di potere (ideologico, politico, economico), conseguito e rafforzato con bugie ed omissioni (con il “furto della storia”) e con la violenza, la “sacra violenza dei santi”.

 

Anche il papa si è accorto che la gente comune non ne può più ed allora lancia proclami (nei banchi di pegno di Napoli si legge: chiacchiere e tabacchiere di legname non si impegnano) che somigliano tanto alle grida manzoniane.

 

In passato Manzoni non si poteva leggere nei seminari, perché giansenista, ora viene richiamato come fervente cattolico.

 

Da La Stampa del 21 giugno 2010

Il sacerdozio non serva al proprio potere personale"

 

 

 

 

Dura omelia di Benedetto XVI:
«Non ama Dio colui che vuole
realizzare solo le sue ambizioni»

 

CITTA' DEL VATICANO
Papa Benedetto XVI lancia un monito all’integrità morale e al vero senso del ministero sacerdotale avvertendo che aspirare al potere e al successo personale contraddice la missione del sacerdozio. Il Santo Padre ne ha parlato celebrando nella Basilica Vaticana la Santa Messa nel corso della quale ha conferito l`Ordinazione presbiterale a 14 nuovi sacerdoti della Diocesi di Roma. «Il sacerdozio, non può mai rappresentare un modo per raggiungere la sicurezza nella vita o per conquistarsi una posizione sociale - ha detto il Papa -. Chi aspira al sacerdozio per un accrescimento del proprio prestigio personale e del proprio potere ha frainteso alla radice il senso di questo ministero». 

Dal Pontefice, ovviamente nessun riferimento diretto all’inchiesta di Perugia che vede il coinvolgimento di Propaganda Fide nel vicende di appaltopoli ma un fermo richiamo a moralità e purezza nelle vocazioni sacerdotali. «Chi vuole soprattutto realizzare una propria ambizione, raggiungere un proprio successo - ha aggiunto Benedetto XVI -sarà sempre schiavo di se stesso e dell`opinione pubblica. Per essere considerato, dovrà adulare; dovrà dire quello che piace alla gente; dovrà adattarsi al mutare delle mode e delle opinioni e, così, si priverà del rapporto vitale con la verità, riducendosi a condannare domani quel che avrà lodato oggi. 

Un uomo che imposti così la sua vita, un sacerdote che veda in questi termini il proprio ministero, non ama veramente Dio e gli altri, ma solo se stesso e, paradossalmente, finisce per perdere se stesso.
Il sacerdozio - ricordiamolo sempre - si fonda sul coraggio di dire sì ad un`altra volontà, nella consapevolezza, da far crescere ogni giorno, che proprio conformandoci alla volontà di Dio, immersi in questa volontà».

 

Sarebbe bello se alle parole seguissero i fatti. E’ certo che della chiesa (di questa, ma nemmeno di quelle della contestazione e del ”no”) non ce n’è veramente bisogno per seguire uno spirito evangelico.

 

Antonio Thiery, 21.06.2010