Ad entrare in chiesa capitano anche queste cose

 

Era un sabato della fine di maggio di molti anni fa. Passavo con i miei tre figli molto piccoli per Corso Vittorio. Mi venne la mala idea di entrare a Chiesa Nuova. Di lì a pochi giorni era il 26 maggio, San Filippo e l’edificio viene addobbato.

Entriamo. Filippo, il mio figlio più grande avrà avuto 9 anni. Era vestito come un bambino, aveva i calzoni corti.

L’interno della chiesa era vuoto. C’era solo un prete, il parroco, polacco che preparava l’altare. Questo prete si muove con lunghi passi decisi verso il fondo della chiesa dove noi stavamo. Cerco di capire; mi guardo intorno.

Dopo qualche minuto (la chiesa è molto grande) arriva e con fare inquisitorio, puntando il dito mi grida: ecco come rovinate la gioventù!

Capii che si riferiva ai calzoni corti di Filippo. Rimasi calmo e risposi: io in questa chiesa sono stato battezzato, ho fatto la prima comunione e la cresima e mi sono sposato: So meglio di lei come ci si comporta. Riducete la religione alle gambe di un bambino.

Rimase interdetto: Voltò le spalle e se ne andò. Ormai aveva fatto del male.

Sembra proprio che certi preti non sappiano fare altro che del male. Filippo per molti anni non ha voluto portare calzoni corti.

L’ossessione per il sesso (anche dei bambini) della chiesa romana e del suo clero è drammatica. E ora, dopo 2.000 anni, si fanno provvedimenti!

Diceva bene il cardinal Ottaviani: la chiesa non sbaglia mai! Decide sempre cinquant’anni dopo. A volte anche dopo molti secoli.

 

1 agosto 2010  Antonio Thiery