Mario Alighiero Manacorda. CRISTINANITA' O EUROPA?

Come il cristianesimo salì al potere.

Editori Riuniti, novembre 2003.

 

 

BOZZE PER LA DISCUSSIONE: Ia stesura 10/12/2003

Il punto di partenza è quasi ovvio: "Nella costituzione europea delle esserci un riferimento alle radici cristiane?". Questo libro, come specifica la IV di copertina, risponde ricostruendo nei secoli, da Gesù a Teodosio, il sanguinoso passaggio del cristianesimo da religione delle coscienze a religione del potere.

Il bel libro appena uscito è di grande interesse, e merita non solo di essere letto, ma di essere meditato. Tanti sono i temi approfonditi ed ancora di più quelli da approfondire. Molte affermazioni dispiaceranno ai cattolici, ma purtroppo sono vere. C'è un notevole astio, molta animosità irridente, ma come non ricordare la bassissima percentuale degli italiani che frequentano le loro parrocchie ed i giudizi pesanti e spregiativi che vanno dall'obsoleto "bacarozzi" a "pretacci". Come non dimenticare la dottrina della "grazia gratuita" e della "necessità terrena", della "storia" che giustifica ogni tipo di affarismo?

Il vangelo è un'opera di devozione o un progetto di vita alternativo? Ecco, questo libro (insieme ad altri, ad esempio ai tanti tomi di Karlheimer Deschner, Storia criminale del cristianesimo, Edizioni Ariele Milano) è una delle risposte all'abitudine ormai generalizzata di usare il vangelo come un'operetta di devozione: un conto sono i bei documenti conciliari, della dottrina sociale della Chiesa e persino di certi ordini religiosi, il comportamento di molti parroci ed un conto è la pratica di associazioni, compagnie, curie, ecc. Insomma è sempre più diffusa l'opinione che il vangelo è una cosa, la cristianità occidentale ed il cattolicesimo un'altra. Se Pasolini diceva che il P.C.I. è la "coscienza inquieta della borghesia", oggi si può ben dire che il "misticismo" e la "spiritualità" sono spesso i paraventi dietro i quali si nascondono gli "affari" dell'alta borghesia cattolica e della piccola oligarchia che gestisce il Paese. Pecca fortiter, sed postea recurre ad Ecclesiam: è il motto dell'associazionismo cattolico soprattutto relativo ai "peccati sociali", ed agli "affari".

In questo libro, accanto a molte inquietudini e ingenuità, sono sfatati molti luoghi comuni, del resto già ben chiari in molta storiografia dell'Ottocento francese o negli esoterici corsi universitari, frequentati da due o tre persone, dell'inizio degli anni Sessanta. Pregiudizi e luoghi comuni sfatati per pochi iniziati colti, ma che rimangono ben saldi però per le stragrandi maggioranze della gente comune, attraverso i manuali scolastici ed accademici, i giornali, le prediche anche televisive di molti preti e, ancor più, negli scritti di molti "laici".

L'autore (p.12) chiarisce subito che raccontare il cristianesimo solo secondo la versione più tardi divenuta canonica, occultando tanta sua parte intenzionalmente sepolta, non è fare storia, ma solo adattarsi alle falsificazioni dei vincitori.

Emerge la complessità culturale e storica della quale la Palestina, che è una terra di "passaggio" fa parte (anche se poi l'autore non trae le conseguenze), la matrice esclusivamente giudaico ellenistica del cristianesimo occidentale, la trasformazione dei miti in dogmi, la distanza tra il messaggio di Gesù e la Chiesa che viene organizzandosi già nel II secolo ("questi cristiani così corrotti sono maturi per il potere", nota l'autore), la differenza tra repressione politica (frequente) e persecuzioni religiose (rare), il ruolo dei cristiani che Michele Amari già nel 1852 definiva di "persecutori" e "perseguitati" (e il ruolo di persecutori, mai ricordato, fu assai più significativo di quello di perseguitati che invece viene ricordato a ogni pie' sospinto), la ben nota intolleranza cristiana (la "sacra violenza dei santi", ancora così diffusa), l'inculturazione e l'evangelizzazione forzata, ecc.ecc.

Ricordo che sono uno che cerca di esser cristiano (negli apocrifi si legge, ma lo accennava anche san Paolo: diventerai non più un cristiano, ma Cristo). Un Salmo della tradizione sufi ricorda: "Signore, un giorno visito la chiesa, un altro la moschea; però di tempio in tempio, cerco solo Te. Per i tuoi discepoli non esiste eresia, né ortodossia; tutti possono vedere la Tua verità senza veli. Il tuo fedele è un compratore di profumi: ha bisogno dell'essenza delle rose del divino Amore." Ricerco l'Uno al di là della logica. Vivo nell'area "cattolica", per il fatto che sono romano, vivo a Roma e non ritengo necessario crearmi una religione. Quindi frequento le chiese che sono a Roma, nel mio quartiere che sono esclusivamente cattoliche. Vivessi ad Istanbul andrei probabilmente in una moschea; a Bombey andrei in un pagoda. Conosco bene l'intolleranza cristiana e l'integralismo/integrismo cristiani.

Questo libro per me, che sono uno "specialista", appare utile, ma non nuovo. Nella polemica, giusta, contro il cristianesimo giudeo-ellenistico, finisce con il dimenticare che il mondo greco-romano non ha rappresentato mai più del 10/15% dell'umanità. E usa il "razionalismo", che è solo una delle tante componenti della conoscenza dell'uomo, come unica lente di lettura di questo libro.

Anzi il Vangelo di Tommaso, pervenuto nell'edizione copta, al loghion 39 ricorda che Gesù ha detto: "il fariseo e lo scriba hanno rubato la chiave della conoscenza e l'hanno sotterrata. Così non solamente non sono entrati, ma non hanno lasciato entrare quelli che volevano". Il fariseo e lo scriba, e non solo il Ministro Gasparri o Berlusconi o la Moratti, ma anche Veltroni e Berlinguer continuano a rubare ed a nascondere la chiave della conoscenza.

Richiamo qui di seguito molti dei tanti elementi positivi, tutti condivisibili (sui quali varrebbe la pena di soffermarsi con incontri di studio e conversazioni), sottolineando qualche inesattezza. (con nb, nota bene). Concludo richiamando alcuni elementi di fondo che mi appaiono necessari per ricostruire in modo meno favolistico le "radici" della nostra epoca moderna, soprattutto in un momento in cui si confrontano tante culture, civiltà e religioni che non accettano ruoli subalterni.

Ricordo che al loghion 2 lo stesso vangelo di Tommaso, dice: Gesù disse: "Colui che cerca non desista dal cercare fino a quando non avrà trovato; quando avrà trovato si stupirà. Quando si sarà stupito, si turberà e dominerà su tutto ".

Bisogna dire che A. M. Manacorda non si stupisce e non si turba.

Punti che mi paiono da sottolineare in positivo del libro di Manacorda.

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Manacorda si chiede insistentemente: Dov'è Gesù ?

sulle grandi religioni del vicino oriente, indiana ed Egiziana (nb. aggiungerei iraniche, siro-iraniche ed africane);

storia della Chiesa apostolica romana, un inconveniente della storia.

e diaconi e chi disobbedisce merita la pena di morte. p. 146 "bisogna obbedire ai preti che stanno nella chiesa, cioè quelli che possiedono l'eredita degli apostoli. Infatti insieme all'eredità episcopale essi ricevono il dono della verità", Ignazio di Antiochia, adversus Haereses, 3, 1-2 147

- Nella ricerca di un credo cristiano comune, tra le tante diverse letture del messaggio di Gesú si veniva consolidando una organizzazione ecclesiastica, destinata a prevalere… grazie alle sue capacità organizzative, al prestigio delle sue sedi a cominciare da Roma, e soprattutto alla finale alleanza col potere imperiale 145

- 1 cristiani perseguitati? La vera differenza tra tutte queste religioni è che solo quella giudaico-cristiana era intollerante. 168

- la religiosità politeistica è naturalmente tollerante.

- Inculturazione forzata dei popoli, imposizione alle coscienze di credenze e di comportamenti "assurdi" e d'importazione.

-tradizione giudaico-cristiana; tradizione greco-ellenistica che reinterpreta secondo le proprie categorie conoscitive la parte cristiana della tradizione giudaica. A queste due tradizioni si aggiungerà l'esperienza di Roma.

-Repressione coi roghi di ogni libertà di pensiero. Sanguinose guerre di religione per lo più tra cristiani.

- Due contrasti. 1)etnico: restare giudei o mescolarsi ai gentili? 2) ideale: coscienza personale nel momento mistico di comunione con Dio, rifiutando ogni compromesso col mondo, e l'accentuazione di un momento organizzativo di adesione ad una chiesa istituzionalizzata, venendo a patti col mondo.

- Gesù ha un modo da fare di piccolo profeta itinerante, con parabole, da oracolo, e chi vuole capire capisca. Richiami alle più alte e schiette esigenze morali, che sembrano rompere con ogni sentire della tradizione, con i formalismi della morale tradizionale e anche della legge mosaica; richiamo dell'amore tra gli uomini, il suo rivolgersi ai poveri, visione utopica di un mondo migliore.

- Presentato come il fondatore di una religione macchinosa, clericale, dogmatica, pronta a diffondersi in tutto il mondo con accordi di potere, conquiste militari, genocidi e roghi, con Wojtyla vestito da satrapo orientale, che peregrina in tutto il mondo a sostegno di tutti i tiranni predicando pace dopo aver sostenuto le guerre fredde e calde.

- Gesù, un personaggio straordinario, lo dicono tutti.

- Il principale capo d'accusa per Gesù: così sobilla le plebi

- Tanti vangeli circolavano contemporaneamente e ci vollero secoli, quando furono messi per iscritto, per decidere d'autorità quali fossero validi e quali no

- I cristiani si sono azzuffati tra di loro più che con i "pagani": sempre ha vinto la parte che godeva del potere politico

- I miti trasformati in dogmi

- Luoghi comuni: Da una parte politeismo negativo, rozzo, intollerante, feroce, romani persecutori; dall'altra monoteismo progredito e tollerante, cristiani miti e perseguitati

- Uno dei limiti della cultura pagana: separazione tra la cultura dei colti e quella del popolo. Lo stesso problema avrà poi il cristianesimo (nb. È il problema della sinistra oggi che consegna a Berlusconi l'elettorato popolare)

- Presso i Romani: la politica e la religione, senza la tradizione dei dogmi, una cosa sola

- Richiama il monoteismo in Egitto nella seconda metà del secondo millennio a.C. ( Amenothep IV e Tutankamon (cose ora ignote, ma che io studiai nel 1965). I dieci comandamenti ispirati a questo monoteismo scritti in egizio demotico e solo dopo secoli tradotti in paleo-ebraico

- La bibbia dei settanta traduzione in greco del III secolo a.C.

- La Chiesa trionfante, ormai alleata dell'Impero e nemica di ogni libertà di coscienza anche tra i cristiani, che decide quali scritture accogliere e quali no, destinandole ad esser bruciate come eretiche. Si parla separatamente di cristianesimo e di eresie, come di due cose diverse.

- Ciò che il potere non riesce a distruggere, lo assimila e lo fa proprio.

- La realtà è fatta di persone che vivono in concrete situazioni storiche, non di astrazioni (cristiano, cattolico…..)

nb. La parola Logos (48), con complessi significati, è letta solo alla greca. Quindi il Logos di Giovanni è illogico cioè irrazionale 129

- E non fatevi chiamare Maestri, perché uno solo è il Maestro , il Cristo (Mt.23, 10)

- La terrificante e dolciastra versione anatomica del "Sacro Cuore".

- Gesù è proprio fuori dalla storia, nella storia c'è il cristianesimo che è un'altra cosa.

- I cristiani: una comunità di giusti o una comunità di peccatori indottrinati e perdonati da un clero, al quale soltanto Iddio si manifesta? (83)

- Subito diffusione in Libano e Siria (89)

- Il pescatore Pietro non parlava il greco (90). Aramaico

- Il cristianesimo diventa una religione ellenistico romana 92 la cultura cristiana, lo sviluppo degenerato della filosofia greca intorno ad un mito giudaico 101

- Gesù era un ebreo non ellenizzato 103. Gli ebrei ellenizzanti saranno i primi protagonisti del cristianesimo 103. Senza la civiltà greco-ellenistica Paolo non ci sarebbe stato 103, come poi senza l'impero romano non sarebbe esistita la Chiesa cattolica apostolica 103 fenomeno greco ellenistico e poco latino 145 (nb. Il ruolo di Paolo non è cosi facile a definirsi. Paolo è uno straordinario uomo di comunicazione; lui ebreo ed orientale si rende conto che se non parla con le categorie ellenistiche non viene capito e quindi traduce in chiave ellenistica una cultura che richiama tutta la tradizione vicino orientale)

- Cristiani e pagani hanno convissuto 145

- Crocifissione e resurrezione: che razza di religione è questa? 95 (nb. La tradizione indo-iranica-mesopotamica-africana è in proposito molto complessa: morte e resurrezione sono due termini ancestrali)

- della dottrina reazionaria sulla schiavitù non c'è traccia nella predicazione di Gesù .98 (nb. La mentalità odierna opera spesso forti travisamenti)

- della misogenia non c'è traccia in Gesù 99

- Paolo propone come modello se stesso piuttosto che Cristo, proponendo un processo di salvezza tutto al di fuori dell'uomo 99 (nb. Le gnosi proprio questo contestano collocando nella conoscenza di se stessi la conoscenza di Dio)

- Apollonio (I secolo) le esperienze religiose dell'India 105

- Discepoli di Gesù: pescatori, artigiani…..una base popolare scarsamente acculturata. 108. Povera gente, di fronte ai quali gli intellettuali del mondo ellenistico sono diffidenti 110

- I romani politeisti non facevano persecuzioni religiose 111, ma repressioni politiche 113, 119, 123

- cristiani: Rifiuto dell'assimilazione politica 125 opposizione recisa al potere 130 avversari politici dell'impero 170 (nb. ma Lione non è una lotta tra cristiani?), rifiuto totale del potere imperiale (171) e nemici del potere 172

- Domiziano era sanguinario con tutti, è assurdo pensare alle persecuzioni dei cristiani in quanto tali. 121

- Una prima letteratura cristiana , i cui autori convissero con autori pagani 134

- La galassia religiosa pagana 134

- Ormuz predicato da Zoroastro e ripreso poi nel culto di Mitra , che contenderanno per secoli il primato al cristianesimo 135. nb. È inprobabile che il culto di Mitra sia erede della tradizione zoroastriana. 138: Semmai è ipotizzabile che inizialmente lo zoroastrismo nasca per contenere il culto di Mitra., che presenta una debolezza nell'esclusione delle donne 139 (nb la debolezza sta anche nel fatto che è una religione iniziatica per pochi, mentre il cristianesimo è una religiose iniziatica per tutti)

- tra II e IV secolo nei territori dell'Impero, confronto tra tre religioni: tutte e tre dal vicino Oriente africano e asiatico: il culto egizio di Serapide quello iraniano babilonese di Zoraostro-Mitra, quello del giudaismo e del cristianesimo 140. Nb. Si lascia prendere dalla polemica e dice cose sacrosante, ma legge tutto alla greca. Non approfondisce: la koinè indo-iranica-africana (non c'è solo l'Egitto) ed il fatto che ancora con Carlo Magno il cristianesimo in Europa è una religione largamente minoritaria. Lo zoroastrismo ed il mitraismo sono ancora largamente presenti in Europa: si confondono con il cristianesimo? (i monaci siri?) e dal cristianesimo sono duramente perseguitati.

- le persecusioni contro i cristiani cominciarono ad opera degli ebrei ortodossi 111

- il martirio dei cristiani: poca cosa rispetto alle atrocità contro migliaia e migliaia di persone operata dal potere che era naturalmente crudele 125

- religione fondamentalista da perseguitare, come dire che il passaggio dalle repressioni politiche alle persecuzioni religiose coincide con il passaggio dal vangelo ai Vangeli 124

- Fu difficile per i romani comprendere l'integralismo cristiano , che appariva loro non una religione, ma una superstitio nemica di ogni altra religione 114

- quando Paolo predicava a Roma sotto Nerone, siamo al 63. 117 nb.molte datazioni tradizionali vanno riviste. Forse è qualche anno prima (nel 56?). Nerone sembra iniziato al culto mitraico e per di più cerca un appoggio popolare al contrario dei cristiani già legati alla classe senatoria.

- violenza cristiana:. pretesa di possesso esclusivo della Verità, di fronte alla umana laicità pagana 144

- il pensiero cristiano surroga i limiti della ragione con la fantasia 175. - chi crede le cose più irrazionali: sono proprio loro ce vinceranno 196. Nb. Ricorda l'analogia e la percezione. Ricorda la della vendetta del Salvatore (testo apocrifo del IV secolo: ".. Allora Velosiano apri il mantello con il panno dorato su cui Tiberio vide era o volto del Signore con cuore puro e la sua carne divenne linda come la carne di un bambino piccolo". Questo stesso episodio è significativamente riferito in modo diverso nel cosiddetto codice anglosassone, del IX secolo,:" ... E Tiberio vide il volto e pensò che fosse il volto del Signore. Tuttavia non lo ora affatto".

 

- il cristianesimo fu dapprima greco 178

- certamente i primi cristiani: persone dei ceti sociali più umili 181

- odio o sadismo teologico sarà la caratteristica dominante del cristianesimo…195

- persecuzioni di cristiani ad opera di cristiani 197

- Cipriano: tutti erano intenti a far incetta dei beni 198 questi cristiani così corrotti sono maturi per il potere 199, 225

- Origene: il valore del mito come simbolo di verità più profonde 201

- Gnostici: credevano possibile una conoscenza intuitiva, mistica di Dio 206

- Mani, da Budda, Zoroastro 209

- Eretici, difesa del rigore morale; Chiesa ufficiale osservanza dei riti esteriori 215

- Religiosità per le donne surrogato della cultura dominante riservata ai maschi 215 con la Chiesa giunta al potere, la presenza femminile si riduce e la donna cristiana torna ad avere un ruolo subordinato 216

- Callisto era una persona malvagia e astuta… un bancarottiere che sfruttò la condanna per farsi nominare vescovo 216 decretò che non si potessero raccogliere contro gli ecclesiastici denunce da parte di persone diffamate 217

- Non c'è salvezza fuori dalla chiesa: Concilio del 305 di Iliberris (Elvira, presso Granada)226

- La Chiesa la sola delegata a indicare il costume di vita, a controllarlo e infine a garantire coi suoi "sacramenti" il perdono come lascia passare per la vita eterna 226

- Costantino, non un piano di riforma religiosa, ma solo alleanza politica 236

- Il trionfo del cristianesimo non l'esito di una pacifica conquista culturale, ma di una guerra 237

- Il cristianesimo: due anime, una orientale egizio-babilonese; l'altra giudeo-ellenistica. Ceti colti 238. Nb. Ricorda la koinè

- Il cristianesimo religione del potere e non di coscienza 240

- Atti di intolleranza 242

- Pecca fortiter, sed postea recurre ad Ecclesiam 244

- Lotta contro il potere autocratico, con forti risonanze popolari che spiega il passaggio di una parte della cristianità all'Islam. 278:

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Fin qui molte delle notazioni che emergono dal libro di M. A. Manacorda. Ora mi permetto di dare qualche suggerimento per fare storia:

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  1. Va ricordata la grande complessità culturale e religiosa del mondo antico (fin dal III e II

Millennio a. C.). La Palestina è un luogo di transito per un coacervo di popoli. " Si commette un grave errore a voler ridurre tutto al solo grecolatinismo, che rappresenta una cultura, un aspetto del pensiero umano senza dubbio assai ricco... ma anche altri popoli hanno pensato…, dice M.Jousse, un gesuita" .

Già nei millenni che precedono la nostra Era, si viaggiava molto. E la popolazione era sparsa per universum mundum: La popolazione del mondo nel I secolo d.C. , in milioni di individui. (da J.N. Biraben An essay concernig mankind's evolution, in "Populatinon", 4, pp1-13, 1980, ripresa da L.L.Cavalli-Sforza, P. Menozzi, A.Piazza, Storia e geografia dei geni umani, Adelfi, Milano 1997 (1994):

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Cina 70

India,Pakistan, Bangladesh 30

Giappone 2

Asia Sudocc. 49

Asia (tranne l'.URSS) 5

URSS 12

Europa 35 (13,7%)

Africa sett. 14

Resto Africa 12

America sett. 1

America centrale e mer. 8

Oceania 1

TOTALE 255

 

 

mappa

Il mondo antico non si esaurisce certo nella Grecia o nei territori dell'Impero Romano, nell'occidente. La Palestina, come detto, è terra di "passaggio". Lungo le vie commerciali e dei pellegrinaggi verso i luoghi della ierofania, per terra e per mare, si definisce una koinè culturale e religiosa indo-iranica-siro-mesopotamica-anatolico-palestinese-africana (non solo egiziana). L'aramaico sembra essere la lingua sacrale delle varie religioni che non solo coesistono, convivono senza sincretismi, ma in una "coninctio bene composta"; si presentano in mille varianti e spesso si con-fondono. E non mancano elementi germanici, celtici ed europei, perché un ramo della "via della seta" prende la direzione del mediterraneo e dell'Europa centrale fino alla Spagna.

Si "percepisce" che in questo contesto (ben evidenziato, tra l'altro, dagli Atti degli Apostoli) il messaggio evangelico di Gesù (tramandato da mille rivoli "orali" poi messi per iscritto in mille vangeli) è poligenetico, inserito in Culture e religioni che convivono, si intrecciano e si con-fondono per rispondere alle mille "sensibilità" dei popoli, delle etnie, delle tribù, dei gruppi "sociali". Le mille "culture" della terra, a cominciare da quelle infinitamente maggioritarie dei diseredati e dei contadini, sono "ragione ultima" del messaggio di Gesù. La tradizione giudeo-ellenistica, anche se vincente, è una delle tante tradizioni.

2) Non è possibile riferirsi soltanto all' "intellettualismo inaridente" della civiltà di stile scritto e libresca, quella greco-latinicista , che pretende ancora oggi di imporsi come l'unica, la certa, la definitiva, pur non avendo saputo ammettere né utilizzare le leggi antropologiche. Inoltre la psicologia delle nostre ricerche e dei nostri manuali è quella della piccola minoranza di uomini bianchi, occidentali e "raziocinanti" (di formazione e cultura giudeo-ellenistica), adulti, maschi e civilizzati, colti, benestanti se non ricchi, partecipi del potere. Non c'è, come crediamo, a un dato momento "prelogismo" e a un dato momento "logica": c'è un sistema di mille modi, strumenti, codici, forme, linguaggi della "conoscenza". Non c'è solo il "razionalismo" di ciò che viene verbalizzato. Al razionalismo del mito giudeo-ellenistico si contrappone lo psicologismo del simbolo.

3) "Finora l'attenzione non si è orientata nel senso conveniente. Abbiamo fatto del teologico", e dell'ideologico, "mentre bisognava cominciare dall'antropologico. Abbiamo lasciato crescere l'incredulità, mentre bisognava stimolare la curiosità".

  1. Gesù predica a pescatori e contadini e i seguaci non sono degli scribi, ma dei talmid, degli

apprenditori a memoria, che diverranno gli inviati, gli apostoli, portatori della sua besôretâ-vangelo, il suo annuncio orale . "Nel rabbi la parola è soltanto la verbalizzazione del gesto". "Da Betlemme", dice Jousse, " è partito non uno scriba di manoscritti, ma un contadino creatore di gesti vivifivanti".

Va ricordato che la scrittura conserva solo le testimonianze del potere. La complessità degli scritti ed i numerosissimi vangeli (conservati in minima misura rispetto a quelli prodotti) vanno letti nel contesto dell'ambiente etnico palestinese. Allora è facile individuare una civiltà di stile globale orale in cui il pensiero è innanzi tutto gesto: in principio era il gesto o l'insieme dei gesti "accennati o compiuti: gesti corporei, gesti manuali, gesti oculari, gesti auricolari, gesti laringo-boccali, gesti papillari, gesti pituitari, ecc. Tutta la nostra vita intelligente si gestualizza. Noi vediamo, o meglio "intussuscepzioniamo" non con i nostri occhi, ma con tutto il nostro corpo". " Non c'è poesia non c'è musica nella bibbia. C'è analogismo, c'è concretismo e mnemo-melodismo. I salmi non sono poemi. Sono preghiere di stile orale. Il giorno in cui i "teologisti" avranno bandito dai loro studi la parola "poesia" allora cominceremo a vederci chiaro".

5) Rifarsi per secoli ed epoche passate soltanto ai testi scritti (la quasi totalità dei quali furono tra l'altro furono bruciati e distrutti) significa ricostruire fantasie e favole. Già agli inizi dell'800 gli storici ricorrono "a procedimenti induttivi suggeriti dalle leggende, dalle poesie dell'epoca, dai documenti diplomatici e da quelli figurati". Un ruolo fondamentale hanno gli oggetti iconici e gli ambienti storici e naturali". Quella derivata dai documenti scritti, infatti, "non è la vera storia del paese, la storia nazionale, la storia popolare, osservando che "ci manca la storia dei cittadini, la storia del popolo…Questa storia ci darebbe degli esempi…che vanamente cerchiamo in un piccolo gruppo di personaggi privilegiati i quali occupano da soli tutta la scena della storia…Le nostre anime si appassionano al destino delle masse di uomini che hanno vissuto e sentito come noi…Il progresso delle masse popolari verso la libertà e il benessere ci sembrerebbe più importate della marcia di conquistatori, e le loro miserie più commoventi di quelle dei re spodestati".

6) Bisogna ricordare che la mentalità odierna è molto differente da quella antica e che perciò è molto facile travisare parole, intenzioni, esperienze di epoche passate. Ai manualisti cattolici bisogna ricordare che lo studio del passato, non mira a comporre manuali di teologia per insegnare, secondo la mentalità odierna, ciò che il cristiano doveva sapere, ma a proporre studi storici per far sapere ciò che avvenne e come si viveva in secoli passati.

7) La diffusione del messaggio di Gesù è imprevedibile con i mezzi di comunicazione del I e II secolo e lascia interdetti. "E' relativamente facile lasciarsi stendere e inchiodare le quattro membra su una croce romana. E' umanamente impossibile, per un contadino del villaggio galileo di Nazareth, inviare uno dei suoi apprenditori-contadini contro la più temibile civiltà di quel tempo: la civiltà romana. Era umanamente impossibile che questo contadino nazareno potesse aprirsi la strada verso la vittoria. Eppure, Nazareth ha vinto su Roma. C'è dunque qualcosa, volere o no, che ha fatto agire i gesti umani al di là della loro impotenza!"

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