L’intervista pubblicata su City  di mercoledì 17 ottobre 2007a Giuseppe Serrone, sacerdote e sposato, ed a firma di Angela Geraci genera i soliti equivoci.

Se, infatti, è evidente che Gesù “non ha mai parlato di contraccezione e sessualità. E’ stata la Chiesa poi a regolare le cose umane”, è altrettanto evidente che Gesù non ha mai parlato di sacerdozio ed è stata la chiesa a regolare le funzioni ed i comportamenti.

Serrone dice nell’intervista: il sacerdozio è un sacramento…Quindi si rimane sacerdoti per sempre”.

Esistono biblioteche intere, ed anche autorevoli scritti di autori cattolici, che nei secoli hanno dimostrato l’inesistenza evangelica del sacerdozio.

A cominciare dallo stesso S.Paolo che nel capitolo 8, versetto 4, della lettera agli ebrei dice che se Gesù “stesse sulla terra, non sarebbe neppur sacerdote”.

 

Il sacerdozio è assente dalla parola, dalla prassi, dal pensiero di Cristo. Gli è addirittura contrario. E’ stato introdotto nella chiesa molto tempo dopo la morte degli apostoli.  

 

Del resto persino Giovanni Paolo II nel ribadire (Ecclesia de Eucharistia, 17 aprile 2003) che l’Eucaristia “è la principale e centrale ragione d’essere del Sacramento del sacerdozio” (cfr.Dominicae Cenae, 24 febbraio 1980) conferma che il “Mistero eucaristico non può essere celebrato in nessuna comunità se non dal sacerdote ordinato come ha espressamente insegnato il Concilio Lateranense IV”. Vale la pena di ricordare che il Concilio Lateranense IV, che ha fissato gran parte dei canoni cattolici come oggi li viviamo, è stato celebrato nel 1215. Allora fu definitivamente ratificato il sopravvento nella chiesa della corrente sacerdotale.

 

Non c’è dubbio che il celibato, la sessualità, la contraccezione è una delle tante cose umane regolate dalla chiesa latina, né più né meno del sacerdozio.

 

Antonio Thiery

23 ottobre 2007