E’ uscito il nuovo, saggio di
Claudio Rendina edito da Newton Compton.
Claudio Rendina scrittore, poeta, storiografo e
romanista, ha legato il suo nome a opere storiche di
successo. La sua ultima fatica era la santa casta della chiesa. Nei suoi duemila
anni di vita la Chiesa cattolica si è prodigata nel combattere il vizio e nel
punire con la scomunica e in molti casi con la morte chiunque fosse accusato di non attenersi alla morale cristiana. Ma coloro che tuonano contro i peccatori sono immacolati e
irreprensibili? Claudio Rendina ripercorre la storia
della Chiesa e svela tutti i vizi capitali, i peccati e le colpe di cui si è
macchiata nel corso del tempo, dalla strage dei musulmani e degli Albigesi nelle sante crociate, alla persecuzione degli
ebrei e delle streghe fino agli scandali contemporanei. Un
percorso peccaminoso che parte dall’assunzione sacrilega del potere temporale e
prosegue con le lotte per il trono pontificio, passando per il nepotismo, il
traffico delle reliquie e la simonia. Una sequela di misfatti e
riprovevoli vizi che non si è conclusa, come
dimostrano i tanti casi di pedofilia di cui si parla ancora troppo poco.
Svelando senza più censure i segreti e le malefatte del Vaticano, Rendina offre un’analisi chiara, sistematica e coraggiosa,
al termine della quale suonerà quanto mai ironica la sentenza del Dictatus Papæ emesso da Gregorio
VII nel 1075 e mai abrogata fino a oggi: «La Chiesa
romana non ha mai sbagliato né mai in futuro sbaglierà,
come testimonia la Sacra Scrittura».
Il volume
contiene fatti
già noti, su personaggi da noi conosciuti(Casaroli e Silvestrini), ma sui quali vale ancora la pena di
riflettere.
A pag.
49 si parla della condanna della Massoneria
(settembre
1978) sulla rivista «OP Osservatore Politico» del giornalista Mino Pecorelli, affiliato alla loggia massonica P2, appare una
lista (riprodotta integralmente in appendice a questo libro) di centododici
presunti “massoni vaticani”. Abbiamo a che fare con cardinali, vescovi,
prelati, sacerdoti, professori di accademie pontificie
e impiegati della Santa Sede, segnalati con la loro sigla di affiliati e l’anno
di iscrizione, a cominciare dal presidente dello IOR Paul
Marcinkus (iscritto dal 21 agosto 1967, Matricola
43/649). Al suo fianco si distinguono i cardinali Jean-Marie
Villot, segretario di Stato della Santa Sede (iscritto dal 1966, Matricola 04 1/3) e Agostino Casaroli, ministro degli Esteri
della Santa Sede (iscritto dal 1957, Matricola 41/076)…. Più
particolarmente in Vaticano si fronteggiano due fazioni contrapposte: una, massonico-moderata, denominata “Mafia di Faenza”, che fa capo ad Agostino Casaroli, Achille Silvestrini e
Pio Laghi; l’altra, integralista, che fa capo a Paul
Marcinkus e monsignor Luigi Cheli,
membri dell’Opus Dei”.
La
notizia è completata a pag.82
“Il banchiere siciliano (Sindona) il 19 marzo del 1986 viene
condannato al l’ergastolo; tre giorni dopo muore nel supercarcere di Voghera,
dopo aver bevuto una tazza di caffè avvelenato con il cianuro. Otto giorni
dopo, il IO aprile, viene alla luce la borsa di
Roberto Calvi, «acquistata» dal senatore Giorgio Pisanò,
membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2. Ignoti, naturalmente, i venditori, indicati più tardi nelle persone
di Flavio Carboni e del vescovo cecoslovacco Pavel Hnilica. E da quella borsa saltano fuori, tra
l’altro, numero se chiavi di cassette di sicurezza, due passaporti, fotografie
familiari del banchiere, nonché appelli disperati
spediti da Calvi, tramite il faccendiere Flavio Carboni, a monsignor Hillary Franco e al cardinale Pietro Palazzini.
Le lettere, pubblicate su «Panorama» del 13 aprile 1986, contengono anche
accuse contro Marcinkus, Mennini, il cardinale Agostino Casaroli,
segretario di Stato, e il monsignor Achille Silvestrini,
ministro degli Esteri del Vaticano. Questi
ultimi vengono accusati dal banchiere di essere membri
di «un complotto che, in connivenza con forze laiche e anticlericali nazionali
e internazionali, mira a modificare l’attuale assetto dei poteri all’interno
della Chiesa stessa».
Casaroli e Silvestrini
sono due pezzi da novanta che condizionano la
Compagnia di San Paolo opera del Cardinal Ferrari,
Compagnia di cui faceva parte, sia pur come prete scomodo dEmilio
Gandolfo che sarà ucciso nel più brutale e simbolico dei
modi il 2 dicembre 1999, giusto 10 anni fa.
ATHY
8.11.2009