sommario

indice dei capitoli:

    1. Dal cristianesimo plurale, all’integralismo del cristianesimo greco-latino  dell’ Occidente

   I MOZARABI QUESTI SCONOSCIUTI, come i Catari.: I GENOCIDI CULTURALI del 22 MARZO 1071 e la fine della grande chiesa giovannea./

/    La questione mozarabica.//   Alcune chiese visigotiche e mozarabiche: //  NOTA del 2001;//   .nota del 2005; //  .nota del 2008;//   .Integrazione del 2009;//  Antifonario mozarabico //  .Il canto mozarabico //.  19 febbraio San Beato.

Il Gallarus Oratory, Irlanda del VII sec.: ogni pietra è sacramento e tempio, simbolo dell’uomo e segno di Dio.

   Riflessioni sul Natale cristiano: Dal femminile divino al femminicidio (nuova versione de “la caverna cosmica, ottobre 2010)

  Santiago de Compostela e s.Benedetto: le immagini tanto inveterate quanto false della fede cristiana occidentale (novembre 2010)

  Nell’africano Agostino e non nel concettuale Benedetto i cardini della cultura europea. (marzo 2011).

   il femminino divino: il linguaggio della divinita’ e’ femminile (MARZO 2011)

   2. Medioevo: la storia tagliata del Primo Millennio e la pluralità delle radici della cultura europea

  UMBERTO ECO, BEATO E LA CHIESA APOCALITTICA GIOVANNEA (2012)

        Pentecoste e la chiesa: IL GENERE UMANO TUTTO INTERO DALL'INIZIO DEL MONDO FINO ALLA FINE DEI TEMPI

 

 

   3. la pace, l’intercultura, la politica.

   4. i diritti negati: la cultura, i saperi, la comunicazione

   4bis. I genocidi culturali secondo P.P.Pasolini

   5. la memoria negata: lo "stragismo" come una strategia politica

   6. l'anomalia del caso italiano

   7. beni culturali e ambiente

   8. ricordando Marina  Forte Thiery, povero Cristo.                   

"Tra le culture giovanili e la nostra c'è -e crescerà sempre più- l'abisso".

Che faccio domani in classe?" era il pensiero insidioso e sottile che come un tormentone tornava a insinuarsi nel mio cervello mentre partecipavo con gli studenti e i colleghi alla mattinata all'Ambra Jovinelli*.
Mi stupiva il fatto che tra tanto turbinio di immagini, tra tanto fragore amplificato di timbri diversi, tra tanti testi inglesi, tra il veloce imperversare di tante provocazioni sapienti di Vittorio Nocenzi, una matura insegnante di latino amante della musica classica come me non solo non si sentisse minimamente a disagio, e neppure solo visceralmente coinvolta da emozioni, ma ben attiva con tutte le rotelle del cervello che cercavano di funzionare al massimo delle potenzialità, in forte tensione intellettuale, piacevolmente a proprio agio come se quei territori linguistici fossero quelli abitualmente conosciuti e frequentati.
E allora, un lampo: stavo assistendo ad uno splendido "Discours sur la methode" offerto alla riflessione di noi insegnanti perché è questo il problema: non tanto che cosa ma come insegnare. Tra le culture giovanili e la nostra c'è -e crescerà sempre più- l'abisso".
Marina Forte Thiery

 

  9. ricordando Emilio Gandolfo (40 anni di profonda amicizia e di sistematica frequentazione ci consentono di testimoniare com’era e non come avrebbe dovuto essere)   (vedi anche http://web.tiscali.it/donemilio, da aggiornare)

                                    

 «Anch'io sono discepolo del Signore come voi e con voi.  Vengo a voi per intrattenermi con voi, specialmente con quelli che non riesco a vedere in chiesa.  Vengo per fare conoscenza con ciascuno di voi, perché non voglio restare in mezzo a voi come un estraneo, magari considerato come uno stregone che compie riti magici incomprensibili.  Io sono un uomo come voi, e sono qui … con voi per essere qui … per voi; e sono convinto che non potrò essere per voi a servizio vostro nelle cose di Dio, come devo e desidero, se non riuscirò ad essere con voi nella vita di tutti i giorni, partecipe delle vostre pene e delle vostre gioie, delle vostre angosce e delle vostre speranze.»»

dEmilio Gandolfo, Lettera agli amici Pasqua ‘73

Beato di Magio, prima metà del secolo X, fol.26

                                            

Don Emilio non era un prete condiscendente, non cercava tra i giovani un facile consenso come molti tra i religiosi «progressisti» della sua generazione, non metteva tra parentesi la fede, il ruolo, l’ appartenenza alla Chiesa.  Ma riusciva a trovare con tutti il terreno per dialogare, una sponda su cui costruire un rapporto sempre diverso e personalizzato: perché il suo interesse era l’umanità, e la sua curiosità quello che i giovani pensavano di sé, del mondo, del futuro.

…Offriva il proprio terreno d’incontro, quello religioso ma era pronto a restare ancorato a quello mondano, se così voleva il suo interlocutore frequente od occasionale. E allora era la storia, la storia dell’umanità e delle sue civiltà, dei suoi progressi e delle sue disgrazie e tragedie a permettere quella sintonia e quella solidarietà che oltrepassava, così in anticipo per quei tempi, steccati ideologici e politici. Da Marcello flores, Diario della Settimana, 21 dicembre 1999

                                                                                                                                                                             

   10. Omaggio a Marcel Jousse

 

   biobibliografia dell’autore

  foto bimbi

 Il dovere di ricordare.

In un'epoca di grande trasformazione di un mondo complesso, multiculturale, multietnico, multireligioso, in cui si riscoprono le radici della composita e cosmopolita realtà europea, questo sito, in continuo allestimento, sotto il titolo di "schede preparatorie", si propone, di mettere a disposizione alcuni dati, documenti, appunti, riflessioni non pienamente elaborate su temi storici, culturali e sociali.

Troppo spesso in questi anni mi è capitato di sentire personaggi non privi di cultura e spesso di grande carisma esprimere meraviglia di fronte a drammatici fatti che caratterizzano la vita italiana: "chi poteva immaginarlo!",” non lo sapevo”,” mi sono scordato”. Eppure quei fatti erano “previsti” da dati e documenti  che molto spesso sono ben noti: non sarebbe stato e non sarebbe difficile programmare politiche sociali e culturali adeguate alla ridistribuzione della conoscenza e dei diritti. Ma lo stesso Maritain dice di stare ben attenti a sovvertire l’ordine sociale. Eppure Gesù fu crocifisso proprio perché sovversivo e San Paolo fu fustigato tre volte e poi mandato a morte proprio come sovvertitore dell’ordine sociale.

Il logo che accompagna le "schede preparatorie" riproduce un dettaglio del folio 241 (l'uccisione dei figli di Sedecìa) del Commento all'Apocalisse del monaco Beatus, miniato da Magio nel 926 (secondo alcuni nel 945 o nel 952), nei pressi di Leòn, e conservato a New York, alla Morgan Library. Magio, uno dei pittori più significativi del medioevo europeo, è un monaco “agostiniano” nato a Cordoba. E' un mozarabo, un uomo partecipe di un'esperienza multiculturale, multietcnica, multireligiosa, che comprende l'Africa, l'Asia, L'Europa. Beato di Liébana, dell’VIII secolo, è un monaco di straordinaria cultura che forgia con mille citazioni una catena patristica e ben conosce bene, sulla scia di Isidoro di Siviglia, anche l'esistenza di una "quarta pars", al di là dell'oceano equatoriale, che sarà "scoperta" solo alcuni secoli dopo.

Sedecìa, re di Gerusalemme, malgrado gli avvertimenti del profeta Geremia che lo invitava a piegare il giogo al re di Babilonia, si ribellò a Nabucodonosor. Gerusalemme fu cinta d'assedio e fu conquistata. Nabucodonosor punì il re di Gerusalemme facendogli sgozzare i figli sotto gli occhi, che poi gli cavò. Quindi lo legò con catene per condurlo a Babilonia.

Sedecìa non volle essere soggetto al re di Babilonia. Gli sgozzarono i figli davanti agli occhi che poi gli cavarono.

Un simbolo evidente della sorte che è riservata a quanti non si piegano al giogo dei privilegi del "ceto oligarchico", che sottomette gli interessi e le domande sociali, le attese, le ansie, le gioie, i diritti delle stragrandi maggioranze dei cittadini qualunque.

 Per la stragrande maggioranza dei cittadini, infatti, "le cose sono un po' diverse" da quanto stabilisce l' articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali".

Il fol225 del Beato di Magio: il sogno di Nabucodonosor.

Siamo a quasi 40 anni dalla strage di piazza Fontana. Lo "stragismo" (le stragi, gli omicidi, le bombe, le paure) appare ormai chiaramente come una strategia politica, scelta da piccole élite per conservare il potere. Si manifestò allora con le bombe. Oggi, nella società della conoscenza, con l'anomalia del caso italiano: un "ceto oligarchico", per difendere e rafforzare i propri privilegi utilizza i mezzi e le strutture della comunicazione, della scuola, e della cultura e manipola la "storia" per un "imbonimento unilaterale".

Moltissimi indicatori sociali, culturali ed economici (immutabili nella loro drammaticità) rilevano che il futuro è inevitabilmente preoccupante soprattutto per gli italiani. Le preoccupazioni non sono superabili, questa volta, con manovre di bilancio: richiedono cambiamenti radicali, frutto di riflessioni e di una progettualità comunitaria e sostenibile, volta al futuro.

Povero Cristo. E c’è il dovere di ricordare dEmilio Gandolfo ed il suo tragico, simbolico e sacrale omicidio il 2 dicembre 1999 a Vernazza, nella sua canonica. Era considerato un eminente protagonista della cultura cattolica, come scrittore ed educatore.  Quando sono uccisi un prete o una monaca si assiste ad una straordinaria forma di mobilitazione alla ricerca del colpevole. Per dEmilio niente solo cortine fumogene: sopire, troncare, manipolare, clericalizzare (gelosia,invidia, integrismo, carriere, omertà, bugie), al punto che si evoca il “mistero pasquale” pur di non parlare di assassinio. Mentre si danno facilmente patenti di martirio, il martirio di dEmilio non è neppure ricordato. E’ cancellata persino la memoria dei più attendibili testimoni delle sue vicende umane, culturali e spirituali.

Mi hanno persino detto: tu non lo conoscevi; non sei degno di far memoria di Emilio. Lo abbiamo frequentato 40 anni; ci siamo visti centinaia di volte,abbiamo “ricercato” insieme. Aveva consonanza con noi al punto che già il 23.3.74 ci definiva: voi che siete la eco più fedele…. Ed il 3.3.75 aveva aggiunto:

Ma che cosa avevano da nascondere? I segreti di Pulcinella. Se solo fossimo un Paese un po’ più normale….

Oggi, il dolore del mondo (la sofferenza umana e la sofferenza ecologica) può diventare una sfida sociale, culturale, economica, etica, religiosa, ed è il contesto per una teologia e per un dialogo delle culture e delle religioni in cui sia rispettato il dominio delle diversità. Servono certo la passione politica, il volontariato, la tensione etica ecc. ecc., ma serve soprattutto perseguire la giustizia.

Una predica cristiano-araba dell'VIII secolo ricorda che: "Gli Apostoli andarono per il mondo poveri, deboli, senza beni di fortuna, senza potere in questo mondo, senza ricchezze da usare quali strumenti di corruzione, senza scienza, senza parentele di cui potersi vantare presso chiunque. Non combatterono contro nessuno, non forzarono gli uomini, invitarono il popolo alla giustizia".

Cristiano, estraneo alle teologie strutturate, ed alla cultura clericale, mi sono guadagnato la fama ed il trattamento di pericoloso sovversivo. Me lo hanno scritto anche sul passaporto.

  

     i

in alto il fol.63del Beato conservato nella Cattedrale di Gerona,e dipinto nel 975 dal monaco Emeterio (discepolo di Magio) e dalla monaca En(de) e il folio 112 del Beato di Magio;. In basso il mappamondo (fol.45v e 46) del Beato conservato a Torino e la chiesa di San Salvador di Valdedios