SECONDO IL "BUIO" MEDIOEVO LA TERRA E' TONDA ED HA UNA "QUARTA PARS"
Antonio Thiery
Il sistema interpretativo biblico è sufficiente per spiegare la storia dell'uomo, la sua ricerca di Dio, la sua ricerca di spiritualità, la sua antropologia?
Guardiamo a due documenti ben noti (l'uno addirittura esposto in una grande mostra nazionale, l'altro pubblicato da un grande settimanale) che rimangono del tutto ignoti alle stragrandi maggioranze della popolazione italiana.
Ecco il primo documento: il volume "Il disegno del mondo", catalogo di una grande mostra (Arte e scienza per il disegno del mondo) tenuta a Torino nel 1983. Nella mostra di Torino, che riassumeva una mostra francese "La figura della Terra", era esposto il mappamondo ( ms. LI/. I.) ed in particolare le pagine 45 v. 46 conservato alla Biblioteca Nazionale, Torino. Il mappamondo, dice la didascalia, fa parte "del manoscritto che contiene il Commentarius in Apocalypsim, composto alla fine dell'VIII secolo dal monaco Beatus Liebanensis, e che è stato copiato in Catatogna nel XII secolo, da un esemplare dei X,- illustra un brano relativo alla predicazione degli apostoli e alla diffusione della Chiesa primitiva. Alcuni errori e forme caratteristiche nella scrittura dei toponimi fanno pensare che il mappamondo sia una copia, modificata in parte ma non "aggiornata ", di un esemplare più antico. t orientato con l'est in alto, l'Asia, con le figure di Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, occupa la metà superi . ore che il Mar Nero e il Don (braccio di sinistra) e iI Nilo (destra) separano dall'inferiore, mentre il Mediterraneo (striscia verticale centrale) si insinua tra Europa (a sinistra) e Africa (a destra); l''Oceano equatoriale (doppia striscia verticale a destra) delimita la zona australe e quello polare l'intera Terra. La tipologia cartografica adottata sembra essere intermedia tra quelle che, considerando Europa, Asia e Africa gli unici continenti, le rappresentano come un piatto circondato dall'Oceano e quelle che, partendo dall'idea di una Terra sferica, disegnano un emisfero, tagliato a metà da un Oceano equatoriale, in cui nella zona australe esiste un continente, inesplorato e variamente indicato, che bilancia i tre continenti noti, situati a nord dell'equatore. Il tipo intermedio riduce al massimo la parte di cerchio riservata alle terre australi e ricorre, in forma ovale o, molto più raramente, rotonda, quasi esclusivamente in manoscritti di Beatus, dei secoli X-XVI. Sul mappamondo, alcuni nomi di chiese, elencati nel commento, non son presenti; ,-gli altri non sono in particolare evidenza tra il centinaio di toponimi riportati, è quindi una rappresentazione non funzionale per la consultazione.
La preponderanza di Europa, Asia, Africa (parti della terra popolate dai fogli di Noè); l'oriente del Paradiso terrestre (che misura 116 del diametro) in alto,- Gerusatemme al centro dei continenti,- i bracci di mare e i fiumi che richiamano la forma di una croce, sono invece quasi perfettamente funzionali a comunicare, attraverso una percezione globale, una cosmologia su base biblica.
Quasi perché al di fuori del sistema interpretativo biblico sta "una quarta parte, al di là dell'Oceano, che non ci è nota a causa del calore del sole e che si favoleggia abitata dagli Antipodi come scrive il cartografo del continente australe. Il mappamondo risulta quindi una specie di compromesso tra cosmologia cristiana, dominante, e tradizione dei pensiero scientifico greco. Non a caso i manoscritti di Beatus provengono dalla Spagna cristiana, in cui la presenza degli Arabi costringe a conti quotidiani con una concezione del mondo del tutto diversa"
Il Beatus di Torino è uno dei più tardi di una lunga serie di codici che contengono anche la figura della terra e dei meno importanti. Lo cito solo perché è ben noto anche in Italia. E' evidente come il sistema interpretativo biblico spesso omette cose ben note, ad esempio "la quarta parte" del mondo.
Il secondo documento è stato pubblicato da Umberto Eco (La Bustina di Minerva) su L'Espresso del 17 GENNAIO 1993. Ha per titolo: "Lo sapete che nessuno ha mai detto che la Terra e piatta?". L'articolo è il seguente: "Si è appena concluso l'anno colombiano, ma provate e a domandare a qualcuno che cosa Colombo volesse dimostrare quando voleva "buscar" il Levante per il Ponente, e che cosa gli astronomi di Salamanca si ostinavano a negare. Molti vi diranno che Colombo voleva mostrare che la terra è sferica, e quei dissennati sostenevano invece che era piatta, e che appena passate le colonne d'Ercole le navi sarebbero cadute oltre il bordo del disco terrestre.
Se non trovate persone che ripetono questa fanfaluca, consolatevi, ma sappiate che Jeffrey Burton Russell spulciando una serie amplissima di libri di testo per le scuole americane, anche di libri di livello universitario, ha registrato una impressionante sopravvivenza di tale diceria (di questo 'Inventing the fiat earth' Bompiani ci promette una traduzione).
Colombo non aveva bisogno di provare che la terra fosse una sfera perché nessuno ne dubitava. Anzi i dotti di Salamanca, per sostenere l'impossibilità dell'impresa, si rifacevano a calcoli sulle dimensioni del pianeta che erano più precisi dei suoi, e lui per poter partire aveva rubato sul peso. Naturalmente nessuna delle due parti sospettava che ci fosse un'America di mezzo.
Se rivelate che ai tempi di Colombo la terra era tranquillamente tonda, vi si obietterà che però la credevano piatta nel Medioevo. Chiedete allora come faceva Dante a penetrare nell'imbuto inferno e uscire dall'altra parte, e il vostro contendente vi dirà che però prima di lui tutti appartenevano al Club dei Piatti. Se domandate come aveva fatto Tolomeo, nel secondo secolo dopo Cristo, a dividere il globo in trecentosessanta gradi di meridiano, e Eratostene, nel terzo avanti Cristo, a calcolare con buona approssimazione la lunghezza dell'equatore, vi si dirà che va bene, ma Aristotele, Platone, i Presocratici... Ebbene, no. Pitagora, Parmenide, Eudosso, Platone, Aristotele, Euclide, Aristarco e Archirnede appartenevano al Club dei Tondi. Uniche eccezioni, forse, Leucippo e Democrito. Proprio Democrito, così scientifico-materialista? Come diceva mia nonna, studiano tanto e poi sono più bestie degli altri.
Ma molti studiosi, che cercano a tutti i. costi gli appartenenti al Club dei Piatti, hanno a questo punto l'argomento di riserva: con l'avvento del cristianesimo si sono rifiutate le teorie pagane per privilegiare una lettura letterale della Bibbia, dove si dice talora che la terra è come una tenda o un tabernacolo (dimenticando cosi per secoli l'astronomia classica). Invece no. Caso mai i padri della Chiesa, Agostino in testa, ragionavano così: la Bibbia parla anche per metafore e non si pronuncia sulla forma della terra, che probabilmente è sferica, ma non è discutendo di queste cose che si salva l'anima, e quindi lasciamo perdere. Persino negli anni bui un personaggio credulo e fantasioso come Isidoro di Siviglia, malgrado qualche accenno ambiguo, a un certo punto calcola la lunghezza equatoriale in ottantamla stadi. E dunque.
Ma allora nessun cristiano ha detto che la terra era piatta? Si, Lattanzio (terzo-quarto secolo), che era invelenito contro ogni idea pagana, e nel sesto secolo un bizantino, Cosma Indicopleuste, la cui "Topografia cristiana. sarebbe potuta diventare il manuale ufficiale del Club dei Piatti, se il Medioevo occidentale l'avesse conosciuto. Ma la prima traduzione latina di questa specie di Menocchio appare solo nel 1706, e solo allora tutti esultarono perché finalmente si era dimostrato che Padri e Dottori appartenevano al Club dei Piatti. E allora come nasce la leggenda?
Nasce in ambiente copernicano, perché 'la Chiesa negava l'eliocentrismo (questo sì) ed era polemicamente fruttuoso far di ogni erba un fascio. E poi viene diffusa da uomini di scienza dell'Ottocento in polemica contro gli antidarwinisti protestanti e cattolici. Tutti parlano per sentito dire, ma persino un uomo colto come Andrew Dickson White, nella sua 'Storia della scienza contro la teologie (1896), pur sapendo benissimo che al Club dei Tondi appartenevano Origene, Ambrogio, Agostino, Alberto Magno, San Tommaso e compagnia bella, lo ammette a denti stretti, ma dice che per sostenerlo avevano dovuto lottare contro il pensiero teologico dominante. E loro chi erano, se non il pensiero teologico dominante?
A me la storia raccontata da Russell pare molto istruttiva, e non tanto perché assolve i miei amati medievali da un peccato che non avevano commesso, ma perché mette in scena la dinamica della diceria. Ci sono certe idee falsissime, che una volta messe in circolazione fanno moltissimo "mostro in prima pagina", e da quei momento il mostro è troppo affascinante (e vende troppo bene) per liquidarlo. E le smentite in corpo otto affaticano la vista".
Eco, però, proprio riferendosi ai suoi amati medievali commettere una grave omissione. Non cita i mappamondi che accompagnano i Commenti all'Apocalisse del Monaco Beato. Li conosce talmente bene che uno dei testi di Beatus, con le relative miniature, è stato pubblicato in edizione facsimile proprio dallo stesso Eco.
Un altro esempio, il Beatus di Burgo de Osma (1086)
